35) Hollander. Critici e nello stesso tempo indulgenti.
Un'altra caratteristica di questi pellegrini politici era la loro
critica dura e aspra verso il loro paese e una sorprendente
indulgenza, oltre alla disinformazione, verso paesi diversi.
Hollander focalizza il problema del ruolo degli intellettuali
nella societ occidentale, le loro contraddizioni, il loro
oscillare fra estraneazione ed impegno.
P. Hollander, Political Pilgrims [Pellegrini politici, 1981].

 Molto  stato scritto sugli intellettuali occidentali, ma il
rapporto tra la loro capacit di atteggiarsi, di volta in volta,
in modo critico o acritico, ovvero il rapporto tra la loro
disponibilit all'estraniazione e quella all'impegno non  stato
finora spiegato esaurientemente e tanto meno compreso fino in
fondo.
[...].
Ero inoltre impressionato dalla sconcertante giustapposizione che
in essi aveva luogo di perspicacia e di cecit, di sensibilit e
di indifferenza. Con il passare del tempo sono riuscito alla fine
ad individuare uno schema ben definito. Mi sono convinto che la
grande maggioranza di questi intellettuali tendevano ad essere
piuttosto critici ed aspri con le societ di cui facevano essi
stessi parte, mentre si mostravano sorprendentemente indulgenti,
oltre che disinformati, con le altre, a meno che i difetti di
queste ultime fossero in un modo o nell'altro legati a quelli
delle proprie societ.
I miei interrogativi via via si allargarono fino ad investire il
campo dei valori politici, delle credenze culturali, nonch
l'orizzonte pi ampio delle preoccupazioni che gli intellettuali
sono soliti nutrire sul mondo sociale in cui vivono. Cosicch,
quando durante gli anni '60 e i primi anni '70 cominciarono a
moltiplicarsi tra gli intellettuali occidentali i segni di disagio
psicologico e politico, crebbe anche il mio desiderio di capire
meglio i loro atteggiamenti e le cause pi riposte dei medesimi.
Mi convinsi allora che i confini della mia ricerca dovevano
necessariamente estendersi al ruolo ambiguo degli intellettuali
nelle societ occidentali contemporanee ed ai loro atteggiamenti
contraddittori nei confronti del potere e del suo contrario, della
fede in qualcosa e della sua assenza, dell'ordine e del disordine
sociale. Nelle societ occidentali gli intellettuali, davanti a
certi problemi e conflitti sociali, immediatamente prendono
posizione, ma soltanto di rado provano a risolverli, per non dire
che qualche volta sono loro stessi a crearli. Inoltre le immagini
che gli intellettuali danno di s sono spesso paradossali, dal
momento che combinano l'insicurezza con l'idea di essere
autorizzati ad influenzare la volont altrui, affermazioni di
impotenza con richieste di potere, l'umilt con la presunzione. E
d'altra parte, molti intellettuali occidentali considerano se
stessi come la vera lite del nostro tempo, specialmente in
ragione del loro ruolo di opinion-makers; n manca certo tra loro
chi non troverebbe da ridire nel definirsi un ingegnere
dell'anima.
Sono giunto alla conclusione, ad ogni modo, che la caratteristica
pi importante dell'atteggiamento di larga parte degli
intellettuali occidentali contemporanei sia consistita
nell'oscillare tra estraniazione e impegno. Mi sono reso conto,
poi, che un'indagine pi sistematica del rapporto tra questi due
atteggiamenti poteva portare non solo ad una comprensione pi
profonda degli intellettuali stessi, ma anche di alcuni problemi
socio-culturali propri delle societ occidentali contemporanee.
P. Hollander, Pellegrini politici, Il Mulino, Bologna, 1988,
pagine 29-30.
